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Mindelo, l'oceano e la bocca dello squalo

(Foto di Rachele Masci)

 

“Sono le mie figlie, fotografa anche loro”. Lo chiede in creolo la venditrice di liquori seduta sotto l'albero basso, accanto al mercato del pesce. Indica le due figlie impegnate, come gli altri, alla pulitura e alla salatura del pesce. Davanti al porto di Mindelo, cittadina dell'isola di Sao Vicente, arcipelago di Capoverde, le giornate al mercato del pesce sono più o meno le stesse. Come le persone che aspettano davanti al botequim “Boca de tubarão” (bocca di squalo) in rua da Praca, l'arrivo delle casse di pescado, mentre la statua di un signore rigidamente pietrificato, Pedro Gomes, lo scopritore ufficiale di Capo Verde, continua a girar loro le spalle e a guardare l'oceano.

All'ombra dell'imitazione della Torre di Belem, costruita negli anni ‘20, ex sede dell'amministrazione portuale, gli abitanti di Mindelo si sfidano in interminabili partite a carte, donne e uomini. Poco più avanti, lungo il viale, l'entrata del mercato del pesce è al coperto: due lunghe file di banchi uno attaccato all'altro e un vociare continuo che si rinvigorisce ogni volta che dal mare arrivano nuovi carichi. Il pesce è la benedizione che va a riempire i banchi rimasti sprovvisti di pescado e mariscos. Le donne, fazzoletti in testa e coltelli alla mano, sistemano la mercanzia con gesti sicuri e aspettano i clienti allontanando le mosche con gli stracci.

Il mercato è il luogo vitale di Mindelo. La sua storia è tutta nei volti della gente del mercato, così come l'oceano riaffiora prima nelle loro mani che sui banchi del pesce.

 

di Rachele Masci

 

brigantart@brigantart.com