Petizione per distributori ad idrogeno
Da Beppe Grillo
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili.
In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!!
Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli!
L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli!
Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.
Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!
Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.
Dal 20 ottobre 2006 il signor Mike Strizki ha detto definitivamente addio alle proprie bollette grazie all'utilizzo dell'energia rinnovabile. Utilizzando pannelli solari, una fuel cell ad idrogeno, delle bombole per l'accumulo ed un electrolyzer, ha abbastanza energia elettrica anche nei giorni nuvolosi e di notte.
Roma ha stipulato accordo con Enel nell'ambito del Progetto Biodiesel voluto dal sindaco Veltroni e dall'Assessorato all'agricoltura della regione Lazio per ridurre le emissioni di CO2 prodotte dai mezzi di trasporto.
E' interessante notare come qualcosa si stia muovendo in questo settore che conta ormai diverse aziende, tra cui la Solar Sailor che offre un range di prodotti maturi per il mercato oppure la MW Line (battello solare di venezia) che con Sun 21 ha appena effettuato la prima traversata dell'Atlantico esclusivamente ad energia solare.
Sembra proprio che sia la volta buona. Viene riesumato il progetto Archimede che due anni fa costrinse Rubbia all'emigrazione in Spagna per poter realizzare quello che sembra il futuro del solare per la produzione di energia su larga scala. Enel ed Enea hanno firmato alla presenza del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio il protocollo di intesa per la realizzazione di un impianto solare termodinamico integrato alla centrale a ciclo combinato a gas di Priolo Gargallo (Siracusa).Il costo previsto è di 40 milioni di euro ed il progetto pilota entrerà in esercizio nel 2009. La superficie occupata dagli specchi sarà di 300 x 280 metri e permetterà di produrre con continuità (anche di notte) una potenza di 5 megawatt grazie al fluido scaldato fino alla temperatura di 550 gradi.
Purtroppo come al solito in Italia le cose si fanno in ritardo e male. A detta dello stesso Rubbia gli anni di ritardo si fanno sentire rispetto agli altri paesi che sono già nella fase di produzione industriale. Noi invece ci troviamo ancora in fase sperimentale con un impianto dimostrativo che tra l'altro sarebbe potuto essere stato realizzato in molto meno tempo e con potenze ben maggiori. Il concetto delle economie di scala ci è più chiaro prendendo l'esempio americano di una centrale da 64 megawatts costruita in soli dodici mesi e con un costo pari a quattro volte quello sostenuto per produrre soli 5 megawatts in Sicilia.
Fallito il tentativo con il progetto Archimede in Italia, Carlo Rubbia non ha perso tempo e si è unito ad unl team di progettisti per realizzare la più grande centrale solare termoelettrica d'Europa.
Alcuni ricercatori giapponesi hanno sviluppato un systema di fermentazione della biomassa usando alghe raccolte dalla costa. Il carburante ricavato sarà utilizzato nella produzione di elettricità.
Un'azienda agroenergetica è organizzata per produrre e vendere energia rinnovabile. Ad oggi, questo tipo di imprese sono diventate una realtà emergente in Italia.
Il Brasile vanta un'esperienza ultradecennale nella produzione di etanolo ed è stato il primo paese a sviluppare la "flex-fuel" car, ossia l'automobile che funziona con etanolo o benzina e che ora copre il 75% del delle vendite di auto nuove.
In questi giorni sembra che, insieme alla Gran Bretagna, voglia sviluppare la produzione di etanolo ricavato dalla canna da zucchero in Sud Africa. In questo modo sarebbe possibile diversificare la produzione economica di etanolo a livello globale, andando a soddisfare la sempre crescente domanda internazionale che ha portato all'aumento dei prezzi, soprattutto dopo che diversi paesi in Europa ed Asia hanno reso obbligatorio un consumo minimo di biofuel.. Molti potenziali consumatori sono, però, scettici nell'aumentare il proprio consumo di etanolo, essendo il Brasile l'unico grande fornitore.
Queste nuove prospettive di mercato hanno attirato anche Sir Richard Branson che, attraverso la nuova compagnia Virgin Fuels, investirà nei prossimi tre anni 214 milioni di sterline (la cifra tende a salire e si parla addirittura di reinvestire tutti gli utili del gruppo che matureranno nei prossimi anni) in iniziative sull'energia rinnovabile. Il magnate della Virgin, il cui impero include il trasporto aereo e su rotaia, sembra che stia sviluppando un programma con l'azienda californiana Cilion che produce bioetanolo dal mais. Questo programma di investimento, afferma Branson, verrà presto esteso alla Gran Bretagna.
Un'iniziativa molto interessante condotta da BP America con lo scopo di introdurre progetti educativi incentrati sul tema dell'energia rinnovabile. 93 insegnanti sono stati premiati con assegni e borse di studio del valore complessivo di 1 milione di dollari per essersi distinti in progetti che spaziano dalla costruzione di auto a idrogeno alla cucina tramite energia solare. I premi saranno a loro volta utilizzati per simili progetti educativi e materiali per le lezioni.
La multinazionale americana si e' dimostrata particolarmente attenta negli ultimi anni all'ambiente ed allo sviluppo sostenibile, impegnandosi anche nella produzione di pannelli solari e turbine eoliche (persino il significato delle sue iniziali e' recentemente cambiato, da British Petroleum si e' passati a Beyond petroleum, oltre il petrolio).
Testimonianza di un cambio di direzione delle multinazionali che racchiude in sè tanti significati. Quello che risulta a noi piú lampante é che a breve si dovrá passare ad una nuova fonte energetica e che i vettori energetici non saranno piú i tradizionali raffinati del petrolio. Quindi ci si avvia verso l'uso dell'idrogeno. Nei prossimi anni vedremo l'idrogeno (ricavato comunque ancora da centrali a carbone o petrolio) affiancarsi ai tradizionali combustibili.
Entro il 2030 tutti i veicoli a benzina circolanti in Giappone dovranno funzionare con una miscela contenente il 10% di etanolo. Il Ministero dell'Ambiente Giapponese sta per finalizzare la proposta di legge che richiede che tutti i veicoli a benzina dovranno poter funzionare con una miscela costituita da benzina (90%) e Etanolo E10 (10%) entro il 2012, stimando che entro il 2030 la totalità dei veicoli utilizzeranno l'etanolo. L'etanolo é anche conosciuto come alcol etilico. Alcol incolore, infiammabile, con un punto di ebollizione di 78,5° Celsius allo stato anidro. Nel campo dei trasporti, l'etanolo viene anche utilizzato come propellente allo stato puro o miscelato. Si tratta inoltre di un elemento fondamentale per il controllo delle emissioni di diossido di carbonio, cosi come richiesto dal Protocollo di Kioto, per cui il Giappone si e' impegnato a ridurre le emissioni di CO2 del 6% entro il 2012.
I guidatori che cercano benzina miscelata con etanolo avranno un terzo in più di stazioni in Missouri ed Illinois grazie al programma lanciato da Ford Motor Co. ed il secondo produttore nazionale di etanolo in U.S. Ford e VeraSun Energy Corp. annunciano che il programma prevede la costruzione in oltre 50 siti di stazioni che offriranno la l'E85 (benzina miscelata a piú dell'85% con etanolo) lungo le due principali arterie interstato creando cosi un corridoio etanolo nel Midwest che permetterá ai veicoli che viaggiano tra Chicago e Kansas City di rifornirsi esclusivamente con l'E85. Il carburante, ad alto numero di ottani é ricavato dal mais. Il suo sviluppo é avvenuto nell'ombra degli ultimi anni come una via di uscita alla dipendenza degli U.S. dalle fonti di energia straniere. VeraSun produce circa 230 milioni di galloni di carburante rinnovabile all'anno ed ha in piano l'incremento della produzione che dovrebbe contare su nuovi siti per la coltivazione delle piante.
Scrive Gianni Forty su Italians:
"Continua martellante la pubblicità a risparmiare energia elettrica presso le nostre abitazioni. Intanto l'illuminazione pubblica sulle strade delle nostre città è accesa anche di giorno o basta fare qualche giro in uffici pubblici per vedere luci accese anche in giornate di pieno sole. Norme e disposizioni poi obbligano in concreto a sprecare l'energia che si produce. L'ultima è la delibera 28/06 di febbraio 2006 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che, sovvertendo i principi della direttiva europea in materia di energia prodotta da fonti rinnovabili (ridurre il costo della bolletta nazionale, le emissioni nocive che causano l'effetto serra per tentare di rispettare i parametri sanciti dal protocollo di Kyoto, cui abbiamo aderito e non stiamo rispettando), ha introdotto elementi che invitano a sprecare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
Infatti, per coloro che hanno installato un impianto fotovoltaico in «conto capitale» (con contributo regionale) l'energia prodotta e immessa in rete deve essere «consumata» entro tre anni dalla sua immissione o viene azzerata. A coloro che stanno attivando impianti fotovoltaici in «conto energia» (anticipo dei soldi per l'installazione dell'impianto) viene retribuita solo l'energia prodotta e consumata, non è ammesso il risparmio. In altre parole: il risparmio energetico di facciata cui invitano le campagne pubblicitarie è poi sostituito da sprechi pubblici e da norme e disposizioni che obbligano in concreto a sprecare l'energia che si produce. Non ci si poteva aspettare di meglio da una classe politica che in venti anni ha fatto poco o niente per risolvere il problema energetico nazionale".
Gianni Forty
Un sistema solare passivo utilizza come fonte energetica principale la radiazione solare incidente sull'edificio e gli scambi di calore per il riscaldamento di un edificio.
Per solare termico si intende la produzione di calore tramite l'utilizzo esclusivo della radiazione solare. La tecnologia a bassa temperatura viene utilizzata per la produzione di calore per il riscaldamento dell'acqua sanitaria e per il riscaldamento di ambienti. Risulta una tecnologia semplice (installazione e manutenzione) e collaudata con costi contenuti grazie alla presenza di molti produttori sul mercato.
Le fuel cell vanno ad idrogeno, il più semplice e diffuso gas nell'universo. L'idrogeno è incolore, inodore e insapore. Risulta, poi, l'elemento più leggero ma anche quello con il contenuto più alto di energia per unità di peso. Ogni molecola è composta da due atomi di idrogeno, perciò, spesso troviamo la dicitura H2.
Una "fuel cell" è un apparecchio elettromeccanico che combina idrogeno ed ossigeno per produrre elettricità, con calore ed acqua come suoi prodotti di scarto.